E-CRIT #6
Micol Grazioli

L’artista Micol Grazioli è stata protagonista della sesta sessione E-CRIT, prima della seconda stagione, del progetto di CDA Collettivo Dialoghi Artistici, tenuto in data 18 settembre 2021. Ha presentato l’opera “Reperto ICCD03 00109557” realizzata con Mahatsanga Le Dantec per Laboratorio Anacronistico tenutosi tra il 2020 e il 2021 a Spazio Piera a Trento.

MICOL GRAZIOLI

BIOGRAFIA

Micol Grazioli è nata a Trento nel 1989. Si è diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2012, e in arti plastiche all’Ecole Supérieure d’Art et de Design de Marseille-Mediteranée nel 2015. Il suo lavoro spesso contestuale e in relazione con il pubblico, si manifesta attraverso la scultura e l’installazione in situ. Ha partecipato con installazioni outdoor a percorsi effimeri come LedroLandArt e ArtiNelBosco in Italia, OpenSites in Belgio, in spazio pubblico e al Festival des arts éphémères a Marsiglia e in ultimo al festival Nuits des Forets promosso da COAL nei pirenei centrali. Nel 2015 vince il premio speciale di Dolomiti Contemporanee per il progetto Tra le linee con Mahatsanga Le Dantec. Artista con il quale ha collaborato alla creazione del Laboratorio Anacronistico nel 2020 a Spazio Piera, Trento. Negli ultimi anni ha partecipato ai programmi “Entrée des artistes” e “Rouvrir le monde” con il sostegno del FRAC e della DRAC PACA, nei quali ha sviluppato progetti d’arte partecipativa coinvolgendo vari pubblici, dalle associazioni alle scuole. I suoi lavori sono stati esposti in diversi luoghi dedicati all’arte in Francia e in Italia tra i più importanti alla Collection Lambert a Avignone e alla Galleria Civica di Trento. Attualmente espone a Perugia con la mostra “Guerriglia Semiologica” di Trascendanza.

Reperto ECCD03 00109557

L’artista indaga la relazione d’interdipendenza fra uomo e ambiente, alla ricerca di una memoria collettiva da rigenerare. Si ispira all’archeologia sperimentale, facendo appello alla memoria della forma impronta e testimone di una consumazione. Scava nell’etimologia, dove un significato evolve in un altro. Il linguaggio è infatti un materiale stratificato che mantiene la traccia del cambiamento del nostro modo di relazionarci. L’opera induce il pubblico a fare uno sforzo per ricostruire l’azione e la relazione. Questa ricostruzione mentale o fisica, è un’esperienza che fa parte dell’attivazione dell’opera. È un invito alla partecipazione che può restare potenziale e inosservato perché interpella un altro tipo d’attenzione, opposto alle nostre abitudini di spettatori distratti.